In viaggio con NiSi – Stellisee

di Roberto Sysa Moiola

 

Chi più del proprio monitor di casa, o ufficio, può essere più fedele ad un’analisi del lavoro svolto di ritorno da un viaggio. Eccomi quindi a curiosare tra il catalogo di Lightroom per capire come è andata. Mi trovavo a Stellisee, forse per la decima volta, ma sempre con gli occhi lucidi e curiosi che ha un bambino di fronte ad un puzzle da realizzare.
Chi conosce questa location sa bene che, apparentemente, la foto è obbligata: incorniciare il Cervino tra le due possenti rocce sul lato del lago più verso il Fluhalp Hutte. Eppure, non mi voglio accontentare, voglio dimostrare ai partecipanti del Phototravel che non si fa fotografia per copiare le solite vedute stereotipate da social network. La nostra passione è arte e come tale necessita anche di idee, tecnica, fortuna.

Eh si, perché senza la fortuna non si fa molto, ma con la sola fortuna si può cadere facilmente nel banale. A tutto ciò aggiungiamo un pizzico di buon planning.. siamo già oltre il suddetto e facile risultato da cartolina.

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Eccoci al primo scatto, che avviene dopo 4 ore ad aspettare che queste odiose nuvole lascino spazio a ciò che Meteo Swiss già paventava da ore. Siamo in quel momento più bello per un fotografo che ama la notte e la accompagna dolcemente sino all’alba. Le due situazioni si mischiano in un’incredibile armonia di colori, un accostamento soave tra tonalità calde e fredde. Decido per un tempo lungo, sia per ottenere un istogramma vantaggioso, sia per aggiungere del fascino alla scena.

Utilizzo un ND da 3 stop per ottenere esattamente il tempo di scatto che mi serve, posto che ISO e apertura son fissati come da copione, rispettivamente a 100 e a f8. Monto un filtro Neutral Density per tagliare un pochino le ultime luci calde artificiali che giungono da Zermatt, quasi involontarie.
Un GND 0,3 soft completa la mia combinazione di filtri NiSi, non vado oltre per evitare di schiarire troppo l’acqua del lago, ciò renderebbe troppo artificiale lo scatto (ho sempre usato come regola che l’acqua deve essere più scura del cielo, cosa ne pensate?).

Il tempo scivola via, tra tentativi ed errori, ed eccoci all’alba, con il Matterhorn che si infiamma. Mi voglio giocare la cartolina da una posizione diversa, che definirei avvantaggiata perché mi permette di definire meglio la dimensione della montagna.

Uso uno medio-tele, scatto ad apertura massima per sfocare maggiormente il primo piano. Tolgo il filtro Neutral Density perché questa volta preferisco uno scatto rapido, la nuvola che si allunga dalla vetta del Cervino la voglio rubare così come il mio occhio la sta ammirando.

Aumento l’intensità del GND, passando ad un GND 0.9, sempre soft per via del genere di soggetto che sto scattando. Uso un polarizzatore anche se la luce arriva quasi direttamente dalle mie spalle, il suo scopo è infatti limitato al riflesso sulla superfice dell’acqua. Ogni volta mi diverto a scegliere le combinazioni dei filtri, così come la lente da utilizzare, la composizione migliore. Mi sembra che la fotografia mi permetta ogni giorno di esprimermi, come in nessun’altra disciplina io conosca. C’è ancora feeling, anche dopo 20 anni suonati.

Alla tecnica aggiungo un editing mirato, ma pur sempre essenziale, non amo stravolgere la scena, la natura mi ha regalato una volta ancora ciò che mi serve.

Ho già due scatti che mi soddisfano, la luce è meno calda ora, cerco pertanto di capire se posso trovare qualche veduta un po’ alternativa. Mi aggiro tra i roccioni dietro al lago, salendo per il pendio ed ecco che, come per magia una lampadina mi si accende.

Vado a vedere se quella piccola fessura tra le rocce può essere interessante. Sembra di sì. Tolgo tutti i filtri, ripongo il cavalletto e mi tuffo in una posizione improponibile per scegliere la cornice adatta. Chiedo ad un cliente di farmi da modello, mi pare utile avere una persona nello scatto così da poter ulteriormente definire le dimensioni.

Ecco la foto, decisamente quella che preferisco per ora, forse perché davvero mia e.. nata per caso! I clienti impazziscono all’idea di aver fatto questo scatto e io altrettanto!

Torniamo al rifugio, dopo 6 ore di Stellisee è ora di fare colazione, ma prima ne approfitto per una esposizione da 5 scatti, con la quale saluto il Matterhorn. Uno scatto troppo da Instagram?

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Le scelte di Roberto

Qui di seguito una selezione dei prodotti NiSi più usati da Roberto in campo.

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