Come fotografare i fulmini

Uno dei fenomeni naturali più belli nel nostro pianeta, probabilmente assieme all’aurora boreale, sono i fulmini. I fulmini, rispetto all’aurora, trasmettono sicuramente un’adrenalina dovuta alla pericolosità intrinseca del fenomeno, e proprio per questo la premessa è che bisogna sempre prestare la massima attenzione.
Per molti appassionati di fotografia e fotografi professionisti essere pronti a catturare degli ottimi scatti con dei fulmini è una bella impresa, e rientrare a casa con scatti ben riusciti richiede sempre preparazione, pianificazione e tanta esperienza. In questa guida andremo a vedere “come fotografare i fulmini”: parleremo di pianificazione, composizione, l’attrezzatura necessaria, l’uso dei filtri e sull’unione di una serie di scatti per ottenere risultati ottimali.

Pianificare una sessione di scatto con i fulmini

Per ottenere uno scatto con dei fulmini, ovviamente servirà un’attenta pianificazione in termini di stagione ideale e previsione meteo sul dove essi andranno a spostarsi durante il tempo di ripresa.
Grazie all’era digitale, ci sono applicazioni e siti di ogni genere, ma dovremo tenere conto di due fattori principali: tipologia di fulmini e pioggia.

La fine della primavera e l’inizio dell’estate sono le stagioni preferite dai cacciatori di fulmini e tempeste (storm chasers) perché il fenomeno delle scariche elettriche si verifica con frequenza maggiore in questo periodo.

App meteo utili alla pianificazione

Ci sono diverse applicazioni e siti web dove possiamo controllare le previsioni e fulminazioni in tempo reale, per farci un’idea su dove andare a scattare per evitare sorprese o acquazzoni che ci rovineranno l’attrezzatura. Tra le tante opzioni disponibili, consigliamo le seguenti tre:

Windy è un app tutto fare per quanto riguarda le previsioni meteo, include anche la vista del satellite in tempo reale. Consigliamo la vista radar con pioggia e fulminazione, con una timeline molto utile per capire, a grandi linee, dove la tempesta andrà a spostarsi.

WetterRadar è utilissimo per comprendere dove andrà a piovere (nel breve periodo, 2 ore circa, la precisione è migliore) e ci aiuterà a capire se e con quale intensità pioverà in base ai diversi colori (più chiaro pioggia leggera, più scuro, pioggia intensa), mentre il viola indica la grandine e i pallini gialli i fulmini.

Blitzortung Ã¨ una rete di stazioni di rilevamento delle fulminazioni. Ogni singola stazione capta e campiona il segnale elettromagnetico creato dal fulmine. Al segnale viene unito il timestamp e la posizione ricavati da un GPS. Attraverso il metodo denominato TOA (time of arrival method) viene calcolata la posizione.

Importante:

Bisogna sempre ricordare che i fulmini sono seriamente pericolosi e non vanno assolutamente sottovalutati ed è sempre meglio mantenere una certa distanza. Infine, consigliamo di evitare i luoghi eccessivamente illuminati: luci e lampioni potrebbero compromettere il risultato finale. Per ovviare il problema dell’inquinamento luminoso, consigliamo l’uso del filtro Natural Night.

Tipologie di fulmini

Fulmini nube-suolo

Fulmini nube-nube

Tuoni e lampi

I piú pericolosi per noi umani, i fulmini nube-suolo sono composti da cariche negative che provocano un flusso di corrente elettrica discendente, poiché sono attratte verso il suolo in seguito alla differenza tra la base della nube caricata negativamente e la carica positiva del suolo sottostante con le particelle d’aria che vengono ionizzate una dopo l’altra con un percorso a zig zag, formando un canale conduttore di aria ionizzata.

Il fenomeno si produce in genere all’interno di una nube temporalesca quando la scarica elettrica passa tra la base della nube, caricata negativamente, e la sommità della stessa, caricata positivamente. Questi fulmini illuminano la nube dall’interno per una frazione di secondo dando vita a meravigliosi spettacoli visivi che rischiarano il cielo notturno.

I tuoni e i lampi sono manifestazioni acustiche e visive rispettivamente della scarica di un fulmine; essi vengono percepiti dall’uomo con un’intensità dipendente dalla distanza dal fulmine. Il lampo può apparire ramificato, appiattito, come un lampo rapido accecante o come una rapida successione di lampi, tutto dipende se è frutto di scariche ripetute e dalla carica che viene dissipata nel fulmine.

Composizione, scatto e filtri nelle foto ai fulmini

Comporre di notte al buio più totale, è veramente difficile, ma ci sono alcuni trucchi da seguire per non farsi demordere e trovare la composizione perfetta pure al buio pesto.

Inizialmente, dopo aver monitorato le App meteo consigliate, cerchiamo di prevedere nel breve termine il percorso dei fulmini. Facciamo in modo di raggiungere una zona, che preferibilmente conosciamo e abbiamo già visitato di giorno, in cui abbiamo visione dello spettacolo che abbiamo previsto. Evitiamo di trovarci direttamente nel percorso del temporale, ma osserviamolo lateralmente per quanto possibile.

Monitorate sempre le App, così da essere aggiornati sui movimenti dei fulmini, se vedete che il percorso si avvicina a voi, rimanete in un luogo sicuro.

Comporre lo scatto

Una volta in posizione, dobbiamo affinare la composizione, che rimane importante in questi scatti come in tutti gli altri. La tecnologia della nostre fotocamera ci viene in aiuto.

Come per ogni altra tipologia di foto, soprattutto di paesaggio, andiamo a fare lo scatto di prova, dunque non abbiate paura di tirare gli ISO anche sopra i 5000, il diaframma più aperto possibile (ad esempio f/3.5 o f/2.8) e un tempo di scatto che si aggira attorno ai 10 secondi, per avere un anteprima abbastanza luminosa da capire se la nostra composizione è stata azzeccata oppure avrà bisogno di qualche ritocco. Cercate di inquadrare bene la zona con i fulmini, considerando anche la traiettoria, altrimenti in pochi minuti potrebbero essere fuori inquadratura. Il nostro consiglio è curare comunque il primo piano, evitando di puntare la fotocamera dritto in alto, ma mantenendo un certo equilibrio tra i piani.

Tecnica di scatto

La messa a fuoco può risultare difficoltosa di notte, un consiglio è quello di concentrarsi su un punto luce in lontananza, aiutandoci sia con la messa a fuoco automatica (le più recenti reflex e mirrorless riescono a mettere a fuoco in condizioni di scarsa luce molto facilmente), o con la messa a fuoco manuale zoomando (digitalmente +🔍) su quel punto rendendolo più nitido possibile. L’importante è mettere a fuoco all’infinito, e poi togliere l’autofocus così da non spostare inavvertitamente il punto di fuoco.

Consiglio
Controllate sempre dopo aver scatto qualche foto, o in generale ogni certo numero di minuti. Può succedere che la messa a fuoco si sia spostata inavvertitamente, e rischiate di rovinare tutti i vostri scatti.

A questo punto non rimane che scattare, andremo a regolare la nostra fotocamera in base all’intensità delle fulminazioni e alla luce disponibile nella scena (per esempio la luna piena ci aiuterà ad illuminare la scena e potremo tenerci più bassi con gli ISO o i tempi).

I parametri solitamente variano da pochi secondi (se utilizzate un trigger apposito per i fulmini) fino a circa 30″. In caso l’esposizione sia di pochi secondi, dovremo incrementare gli ISO e aprire il diaframma il più possibile per avere una foto correttamente esposta, ma introdurremmo rumore digitale e poca definizione.

Se invece non avete un trigger per fulmini, o anche se ne siete dotati volete comunque una foto meno rumorosa, dobbiamo optare per tempi più lunghi dai 20 ai 30 secondi. In questa situazione potremo abbassare gli ISO e chiudere di qualche stop il diaframma (es. f/4 – f/5.6), per avere una buona resa del file e nitidezza migliore. Dopo aver impostato la scena e scattato le prime foto, potremmo accorgerci che la zona del cielo risulta troppo chiara. Questa situazione è più probabile con fulminazioni continue e abbastanza forti, ma essendo proprio la situazione migliore per fotografare i fulmini, sarebbe sicuramente un problema.
Vediamo cosa possiamo fare.

I filtri nelle foto ai fulmini

Nell’esempio con cui abbiamo terminato il paragrafo precedente, la foto è risultata sovraesposta nella parte alta dello scatto. Ci viene naturale pensare che i filtri GND potrebbero essere d’aiuto, nonostante non avremmo mai immaginato di usarli di notte. La presenza di una forte sorgente di luce (i fulmini), cambia tutto.

Tratteremo la scena come un normale scatto al tramonto o all’alba, dove il cielo nei picchi massimi di fulminazione può arrivare ad essere fino a 5 stop più luminoso del primo piano. Di seguito l’utilizzo delle diverse intensità e tipologie di filtri GND. Partiamo con un GND8 Soft 3 stop (es. 30 sec f/5 ISO 3200) quando la tempesta si trova in lontananza e poco debole, poi passiamo a un GND8 Medium 3 stop (30 sec, f/7.1, ISO 3200) quando i fulmini sono più vicini. Infine, un GND8 Hard 3 stop è la scelta ideale per catturare quei fulmini che scendono a pochi km di distanza, usando parametri di scatto di circa 30 secondi f/11, ISO 2500. Teniamo conto che gli ISO possono variare in base al modello della vostra fotocamera, con la quale dovete cercare di ottenere un istogramma bilanciato centrale. Nel caso vogliate ridurre gli iso, per esempio di 4 stop a ISO 620, dovrete aumentare i tempi di scatto fino a 8 minuti per ottenere la stessa gamma dinamica catturata. L’importante è regolare i parametri per ottenere un istogramma bilanciato subito in campo.

Come abbiamo appena visto, i filtri possono dare un contributo importante anche di notte. Senza di essi, tutte le foto di corredo a questo articolo sarebbero state bruciate e inutilizzabili. Grazie al filtro GND abbiamo bilanciato la differenza di luminosità catturando perfettamente i fulmini senza che essi risultassero completamente sovraesposti. Per installare i filtri GND abbiamo utilizzato l’Holder NiSi V7, con CPL rimosso, indubbiamente il miglior Holder per filtri da 100mm sul mercato, grazie a una struttura solida, senza fronzoli e efficace anche in situazioni dove bisogna mantere il sangue freddo e non dover pensare all’attrezzatura ma solo a scattare.

Postproduzione

Come spesso in fotografia, ci sono due correnti di pensiero, quella del single frame e quella dell’unione degli scatti. Nella prima si predilige lo scatto singolo, un’unica esposizione dove si mostrano i fulmini catturati in quel singolo scatto. Nell’unione di scatti, appunto, viene fatto il merge di più foto, rappresentato tutti i fulmini catturati in un arco di tempo più ampio.
Nessuno dei due approcci è sbagliato, sarà il fotografo a scegliere. Ad esempio vogliamo rappresentare un periodo di tempo preciso, una particolare situazione dove i fulmini hanno creato forme particolari, una saetta estremamente potente, ecc. Se questa scena è racchiusa nell’unico scatto da 30 secondi, sicuramente abbiamo motivo di preferire la foto singola, che ha un fascino e un’unicità particolare.
In altri casi, potremmo voler rappresentare la tempesta perfetta, l’unione di scatti ci viene in aiuto per rappresentare un arco di tempo in cui sono caduti tanti fulmini. L’effetto spettacolo è assicurato, ma ovviamente è sempre bene specificare quando si tratta di un’unione di più scatti.
Di seguito due esempio, di scatto singolo e multiplo, scattate durante lo stesso temporale.

Scatto singolo da 30 secondi con 6 fulmini
Unione di 9 scatti con 16 fulmini caduti in 15 min.

Quando uniamo più scatti nella stessa foto, consigliamo sempre di mantenere la naturalità della scena. Utilizziamo più livelli, con maschere e pennello molto morbido e facciamo molti passaggi anche sullo stesso punto, così da perseguire un blend molto delicato.

Ricordate che nel giro di 15, 20 o più minuti, le nuvole si spostano, cambiano forma e possiamo ritrovarci con una scena non congrua una volta fatta la fusione. In questo caso, si può utilizzare un pennello con flusso molto basso (anche 5 o 10 su 100) e sfumatura massima, per rivelare in parte anche la base di partenza del fulmine (verso la nuvola) così da mostrare anche la zona più luminosa da dove parte il fulmine. Altri due consigli:

  • fate attenzione ai riflessi, far vedere un fulmine ma non il suo eventuale riflesso è un errore che può rovinare uno scatto.
  • non muovete mai la composizione (a meno che non stari riprendendo una panoramica) in quanto allineare tutti gli scatti per l’unione dei fulmini può risultare molto difficile.

Attrezzati al meglio con i filtri e holder NiSi, che non temono la pioggia grazie al loro rivestimento idrofobo.

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