Come fare lunghe esposizioni senza filtri ND. Tecnica, foto d’esempio e considerazioni

La lunga esposizione è certamente una delle tecniche più utilizzate nella fotografia di paesaggio e ovviamente il Filtro ND è il supporto fondamentale per poter ridurre la luce che colpisce il sensore e quindi allungare i tempi di esposizione. Quello che in molti si chiedono è se c’è un modo per simulare l’effetto del filtro ND e quindi ottenere lunghe esposizioni senza filtro ND (Neutral Density, cioè a Densità Neutra). La rispostà è che sì, si può simulare uno scatto a lunga esposizione anche senza utilizzare il filtro ND. Ovviamente ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione che rendono questo approccio interessante all’inizio (perchè poco costoso), ma non sostenibile nel lungo termine.

Che programmi utilizzare per simulare la lunga esposizione

Il software preso in considerazione è Adobe Photoshop, non abbiamo utilizzato altro. Non esistano algoritmi miracolosi che possono completamente sostituire i filtri. Quando si parla di fisica e di ottica non c’è slogan che tenga.

Guida alla lunga esposizione senza filtri

Come primo passo scattate la foto che avete in mente. Una volta sicuri della composizione ed esposizione assicuratevi di impostare in manuale la messa a fuoco, esposizione e diaframma: in questo modo non ci saranno variazioni tra uno scatto e l’altro. Ora dovete scattare molte foto una dopo l’altra, moltissime foto. Più foto scattate e più l’effetto sarà simile a quello vero. Si tratta di un numero molto elevato di foto: per simulare 30 secondi di esposizione, in teoria, dovete scattare 500-800 foto per avere un buon effetto (se il tempo di scatto è circa 1/30). Ovviamente questo è praticamente impossibile, per problemi di spazio, per il lag tra una foto e l’altra e per l’impossibilità di elaborare così tante foto insieme. Quindi alla fine dovrete accontentarvi di 30-40-50 o 100 scatti ad esempio. Una volta salvati gli scatti sul vostro hard disk (consigliamo un SSD per evitare tempi di elaborazione biblici) aprite Photoshop e poi selezionate: File -> Script -> Carica file in serie. Una volta caricati i file selezionate dal menu Livello -> Oggetti avanzati -> Metodo serie di Immagini -> Media aritmetica. Ed ecco pronta la vostra foto. Usando questo metodo, che è il più avanzato, potete anche provare a scattare meno foto, circa 40-50 a circa 1″ una dall’altra. Oppure meno foto a circa 3-4″ di distanza tra di loro. Più foto fate e più il risultato è migliore, teoricamente dovete scattare infinite foto per avere lo stesso effetto di un filtro ND, il che ovviamente è impossibile.

Purtroppo non esiste un giusto numero di scatti o l’intervallo perfetto, come al solito tutto “dipende”. Ora andremo a comparare la lunga esposizione simulata con quella reale e vediamo gli eventuali difetti.

Esempio di lunghe esposizioni senza filtro ND

Gli esempi sono sempre il miglior metodo per mostrare un concetto, sopratutto quando si parla di fotografia. Qui di seguito abbiamo due scatti, uno simulato senza nessun filtro, unito con photoshop (a sinistra). Sono circa 50 foto scattate a raffica e unite secondo il metodo di media aritmetica. In tutti gli scatti che vedrete è solo stato applicato il profilo di correzione dell’obiettivo e la correzione delle aberrazioni cromatiche. Nessun altra alterazione o post produzione è stata fatta.

lunga esposizione senza filtro ndlunghe esposizioni senza filtri ND

La foto è decisamente esplicativa. Andiamo per punti:

  • iniziamo dai vantaggi indiretti, cioè non legati direttamente all’uso del filtro ND ma che dipendono anche dall’utilizzo di holder porta filtri. Sicuro il primo effetto riguarda il GND. Infatti il cielo è più leggibile, il primo piano più luminoso e in generale la foto di destra è più interessante fin da subito, un’ottimo punto di partenza per la post produzione.
  • anche il filtro polarizzatore ha dato il suo contributo inequivocabile, l’erba ha colori più vivi, e l’acqua in primo piano è più trasparente e dai colori più accesi.
  • arriviamo al filtro ND, le nuvole sono molto più definite e con un’effetto di lunga esposizione molto netto. Ma l’effetto sull’acqua è quello più palese, con la simulazione l’acqua non è setosa, ma semplicemente è una sovrapposizione di tante foto. L’effetto non è dei più gradevoli.

Vediamo dei dettagli  al 100%.

foto senza filtro NDfare foto senza i filtri ND

Questa foto mostra chiaramente l’effetto della simulazione sull’acqua, nella foto di sinistra non risulta liscia e setosa. L’effetto è poco gradevole ed è decisamente migliore e naturale con il filtro ND. Inoltre notiamo come i filtri NiSi abbiano una definizione altissima, la foto non perde nitidezza, anzi, usando lo stacking è più probabile perdere definizione che usando filtri di alta qualità come i NiSi. Inoltre vediamo l’effetto del polarizzatore sull’acqua, sui riflessi e in generale sulla saturazione dell’immagine.

lunghe esposizioni senza filtro NDfotografare senza filtri a densita neutra

In questo dettaglio vediamo sia l’effetto sull’acqua, che sulla trasparenza grazie al polarizzatore. Nella scatto simulato (a sinistra), l’acqua non è ben liscia, anche se vicino la riva si nota meno. Quello che è evidente è l’effetto sulla schiuma intorno al sasso (praticamente assente sulla simulazione) e ovviamente l’assenza dell’effetto del polarizzatore.

fare foto senza il filtro ndfare foto senza filtro ND

In questo particolare vogliamo mostrare un’altro effetto molto importante, l’effetto sull’acqua e le scie. Simulando il filtro ND (sinistra) la foto ha un effetto simile all’effetto seta, ma non è realmente liscio e inoltre non emergono le strisce tipiche di quando si riprende il mare con una lunga esposizione. Sullo scatto di sinistra non c’è definizione, si perde tutta l’atmosfera della lunga esposizione ed il risultato è decisamente poco interessante. Le increspature delle onde rimangono visibili quando tentiamo di simulare il filtro ND, e la situazione con acqua calma è quella migliore a vantaggio del filtro di photoshop.

Difetti della lunga esposizione simulata

Ovviamente, come tutte le “simulazioni”, anche simulare la lunga esposizione senza filtri ND ha i suoi difetti. Dalle foto precedenti abbiamo visto con attenzione i maggiori problemi nello scatto d’esempio. Ora cercheremo di riassumere le maggiori problematiche sia sullo scatto che nella sua gestione:

  • dovete scattare molte foto per averne solo una, questo fa si che la vostra fotocamera dovrà fare molte foto in serie e se avete una Reflex l’otturatore ne risentirà parecchio. Praticamente la vita dell’otturatore può ridursi di 50 o 100 volte se tutte le lunghe esposizioni che fate sono di questo tipo.
  • molte foto richiedono moltissimo spazio e capacità di elaborazione (HDD/SSD, processore, RAM, ecc). Una foto in RAW pesa dai 40 agli 80MB circa, se volete provare a simulare la lunga esposizione avrete almeno 3GB di scatti per una sola foto! e questo solo nel caso di 50 scatti da 60MB. Se i vostri RAW sono più pesanti e/o scattate più foto vi potete ritrovare tranquillamente con 6GB o più per una sola foto! Inoltre il backup diventa un problema, soprattutto in viaggio. La potenza di elaborazione per caricare tutte le foto su Photoshop è una questione fondamentale, se alla fine non riuscite ad elaborare le foto è sicuramente un problema molto rilevante. Nell’elaborare lo scatto sopra abbiamo sovraccaricato un MacBook Pro 15″ 2018 (top di gamma), ci abbiamo messo circa 20 minuti abbondanti a fare tutta l’elaborazione ed erano solo 50 foto.
  • non avete un feedback immediato, quindi non potete sapere se lo scatto è riuscito e se avete fatto abbastanza foto e con la giusta velocità di scatto. Alla fine, probabilmente, scatterete a raffica centinaia di scatti per avere maggiori certezze di averne a sufficienza. Questo però aumenta i problemi di elaborazione, spazio occupato e usura dell’otturatore.
  • un errore può comportare di non portare a casa lo scatto. Senza feedback immediato non potete correggere eventuali errori, una grande conquista della fotografia digitale è poter scattare e poi correggere il secondo scatto sulla base del risultato del primo, se però non avete lo scatto finito non potete correggere con un secondo tentativo, di fatto annullando il vantaggio del digitale.
  • il risultato può avere effetti ghost, di cui vi accorgerete troppo tardi. Immaginate il passaggio di una barca sul mare, di una persona, di un gabbiano o altro. Usando il filtro ND questi movimenti sarebbero per lo più innocui, perchè al massimo risulteranno come una striscia omogenea che può essere lasciata o tolta in post produzione a vostra discrezione. Comunque nella maggior parte dei casi non saranno neppure visibili nella foto perchè non sono rimasti nello stesso punto per abbastanza tempo per essere catturati nel sensore. Ma cosa succede simulando la lunga esposizione? qui il problema è molto importante, infatti il gabbiano, per esempio, sarà impresso in ogni singolo scatto, in posizioni diverse (stiamo scattando tutte foto singole ricordate). Quindi lo troveremo per tutta la foto in posizioni diverse e leggermente trasparente (per via della media fatta tra gli scatti). Insomma, un incubo in post produzione e ancora più tempo perso per rimuoverlo da ogni scatto. Senza contare che potrebbe essere molto difficile rimuoverlo da alcuni scatti, portandoci a cestinare l’intera foto, perchè purtroppo non lo sapevamo fino al nostro ritorno a casa.
  • il GND e il Polarizzatore non possono essere simulati, se volete bilanciare lo scatto (cielo e terra) e lo volete fare con HDR o altre tecniche non è possibile mentre simulate anche l’ND. Infatti l’HDR si avvale del bracketing, cioè scattare diverse foto con esposizioni diverse e poi fonderle. Ma questo non è possibile se stiamo scattando una serie di foto per simulare l’ND. Quindi tanto vale aggiungere un ND al nostro slot se abbiamo anche un ND e polarizzatore montato. Usare holder e filtri (ND, GND e polarizzatore) è il modo più completo, pratico e dal miglior risultato per gestire la luce sul campo e quindi ottenere il miglior risultato nel miglior modo possibile nella fotografia di paesaggio (o architettura).
  • perdete tutto il bello della fotografia in campo, forse questo è addirittura il difetto maggiore. La fotografia di paesaggio è bella proprio perchè permette di vivere lo scatto sul campo, immersi nel paesaggio. Se il miglior risultato si ottiene direttamente in campo è sempre la soddisfazione più bella.

Perchè con i filtri il risultato è migliore?

I filtri ND offrono un risultato migliore della lunga esposizione simulata, ma perchè? pensate ad un punto (pixel) della foto, ad esempio sul mare, se usate un filtro ND ed esponete per 1 minuto questo punto si muoverà con il tipico movimento del mare e lascerà una scia che sarà impressa dal sensore per un intero minuto. Se invece simuliamo il filtro ND ci troveremo a scattare 10, 20, 50 o anche 100 scatti, ma non sarà mai uguale ad un’esposizione continua per 1 minuto. Il punto pixel preso in considerazione sarà in 10, 20, 50 o 100 posizioni diverse a seconda di quante foto abbiamo scattato. Il problema è che 50 punti non fanno una linea, ma solo infiniti punti la fanno.

fotografare senza i filtri ndfoto senza filtri nd

L’esemplificazione grafica qui sopra cerca di spiegare semplicemente la differenza tra filtro ND e la simulazione tramite software. A sinistra abbiamo diversi punti, uno per ogni foto che abbiamo scattato e fuso insieme cercando di simulare il filtro ND, mentre a destra il punto in movimento ha impresso sul sensore una scia continua grazie al filtro ND. Ovviamente è stato semplificato il concetto, ma il risultato che poi vedete in foto deriva da questo. Il filtro ND è inimitabile, a meno che non volete scattare decine di migliaia di foto per un’esposizione di un paio di minuti (e sarebbe comunque un’approssimazione!).

Vale la pena simulare la lunga esposizione?

Se avete già Photoshop a disposizione come la maggior parte dei fotografi, probabilmente vale la pena fare una prova. Provate voi stessi con mano a simulare una lunga esposizione, si tratta sicuramente di un metodo molto interessante per prendere confidenza con un software molto potente come Photoshop. Soprattutto è importante testare in prima persona la differenza tra una foto vera, fatta sul campo con filtri ND di qualità, rispetto ad un surrogato che tenta di simulare l’effetto. I risultati possono essere soddisfacenti in alcuni casi, ma se non lo sono ormai il momento magico per la foto è passato, prima di sapere se una lunga esposizione simulata è andata a buon fine dobbiamo tornare a casa e dare in pasto tutte le foto a Photoshop. Quindi vale sicuramente la pena provare la lunga esposizione con un software, per sapere se questa è una tecnica che ci piace e poi passare ad un vero filtro ND di qualità una volta sicuri. Ti consigliamo di leggere la nostra guida alla lunga esposizione, con tutti i passi per ottenere il massimo risultato sul campo e sfruttare a pieno questa fantastica passione che è la fotografia.

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Scopri cosa puoi fare utilizzando i filtri NiSi: qui troverai ottimi esempi di utilizzo dei filtri, mentre abbiamo diversi esempi di utilizzo dei filtri ND nella fotografia di paesaggio a questo link. Infine, al prossimo link troverai degli ottimi consigli su quale filtro ND scegliere.

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